Archivio Giornaliero: aprile 30, 2009

Il manifesto di Eretici digitali

“Contemporaneo è colui che tiene fisso lo sguardo sul suo tempo per percepirne non le luci, ma il buio. Contemporaneo è colui che riceve in pieno viso il fascio di tenebra che proviene dal suo tempo”. (…) “Appartiene veramente al suo tempo, è veramente contemporaneo colui che non coincide perfettamente con esso né si adegua [...]

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Prima tesi. I media sono in crisi.
Ma forse non vale la pena di esultare

Il 2009 è l’anno chiave nel quale la crisi dei media deflagra alla luce del sole. Crisi che rischia di trascinare con sé il giornalismo. La malattia dei giornali non è solo pubblicitaria o di modello economico: è prima di tutto antropologica. Si è rotto un rapporto di fiducia, una delega a informare è stata [...]

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Seconda tesi.
La mistica dell’innovazione
ha molti lati oscuri

Il giornalismo è uno strumento fondamentale per esercitare i diritti di cittadinanza che oggi il popolo della rete rivendica a sé. L’aspirazione è in realtà comune. La conversazione rivendica per sé la titolarità di scegliere e ricombinare il proprio sguardo sul mondo: quasi una tecnicalità se non c’è capacità di raccontare le cronache del potere [...]

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Terza tesi.
L’ossessione securitaria della politica
e la libertà d’accesso fatta a fette

Il potere politico fatica a comprendere le potenzialità del digitale e vi si accosta solo per regolamentare, troncare, sopire e per costruire una società nella quale la rete sia ridotta a piattaforma-media. L’ossessione securitaria poggia su un racconto della rete che indica solo le sue negatività, i suoi nodi, l’antropologia impazzita che la rete produrrebbe.
E’ [...]

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Quarta tesi.
I nuovi intermediari sono potenti

Il digitale non è solo disintermediazione. Reintermedia sotto nuove forme. E consegna un potere enorme alle piattaforme tecnologiche. La tecnologia NON è neutrale. I detentori delle piattaforme tecnologiche sono pochi. Essenzialmente di due tipi:

motori di ricerca
società che gestiscono l’accesso, sia sulla rete fissa che in mobilità.

Per dirla meglio lo scenario vede agire:
a) organizzatori di conoscenza [...]

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Quinta tesi. Le piattaforme di gestione della pubblicità sono opache

Il digitale è l’economia dell’abbondanza di merce-informazione. Ma l’attenzione e la sua principale forma di monetizzazione, la pubblicità, sono una risorsa scarsa. Tutti gli attori del sistema ne hanno bisogno per sopravvivere. I meccanismi tecnologici attraverso i quali le piattaforme gestiscono la pubblicità sono opachi.
Non c’è scelta: starne fuori è un suicidio, farne parte condanna [...]

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Sesta tesi. Il tubo non è neutrale

Le piattaforme di accesso sia alla rete fissa, sia alle infrastrutture mobili sono gestite con fortissime rendite di posizione. Accedervi, per i produttori di informazione, significa rinunciare a quote significative dei propri ricavi e porsi in condizione di fragilità. L’alternativa è condannarsi al silenzio.

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Settima tesi. L’habeas corpus
va esteso all’habeas data

I dati personali sono il nuovo habeas corpus violato quotidianamente dalle grandi piattaforme. Anzi, come sostiene il giurista Stefano Rodotà, bisognerebbe arrivare alla definizione di un vero e proprio diritto personale e inviolabile all’habeas data. Pubblicità, e-commerce, portabilità dei dati personali: su questo terreno si ridefiniscono i diritti individuali nella società digitale.
Solo un’informazione non subordinata [...]

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Ottava tesi. Il populismo digitale è già qui

Dall’incontro tra potere politico e libera aggregazione di rete può nascere una forma di populismo digitale più pericolosa di ogni televoto catodico. Raccontare i fatti e mettere in condizione di decidere in modo informato è l’unico antidoto possibile. Solo il giornalismo lo può fare.

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Nona tesi. Il reboot del giornalismo

Il giornalismo, sia quello dei grandi media sia quello praticato dal basso, deve rigenerarsi. Nelle pratiche, negli strumenti, nei modelli economici. Deve affrancarsi dai vizi della corporazione, trovare il coraggio di rimettersi in gioco, innervare le nuove modalità di raccolta, racconto e distribuzione di informazione con i principi base del mestiere.
Il giornalismo tradizionale deve imparare [...]

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