Su L’Espresso di questa settimana (data di copertina 21 maggio 2009), Vittorio racconta l’iniziativa Eretici digitali. In alto la riproduzione della pagina, qui di seguito il testo.
NON SOLO CYBER
Scriviamo insieme il mondo digitale
di Vittorio Zambardino“I media sono in crisi, ma la Rete rischia di sparire”, abbiamo scritto all’inizio delle dieci tesi di ‘Eretici Digitali’ (www.ereticidigitali.it). Le tesi sono le nostre idee su come il mondo dei media e quello del Web stanno, ognuno per proprio conto, andando a rotoli, e con loro quel poco di libertà che racchiudono. Abbiamo aperto questo blog perché vogliamo discutere con i lettori di un saggio mentre il saggio lo scriviamo: poi destineremo gli eventuali proventi a una ‘borsa’ per chi fa qualcosa di innovativo sulla Rete, mentre il libro sarà disponibile in regime di ‘creative commons’, cioè senza arcigni diritti d’autore.
‘Noi’ e ‘nostre’ si riferiscono a chi scrive queste righe e a Massimo Russo, condirettore di Kataweb. Due giornalisti, due appartenenti alla specie dei ‘dinosauri morenti’, che però hanno passato più di quindici anni a lavorare su Internet dentro i giornali e i gruppi editoriali.
Crediamo alcune cose che abbiamo messo nelle tesi: che una cultura e un modo di raccontare il mondo siano al tramonto, ma che il giornalismo vada salvato dalla crisi dei giornali, perché la realtà esiste ancora e va raccontata insieme al potere, ai furbi e al conflitto. Crediamo che, se continua a vivere la Rete come un’anomalia da ridurre al ‘mondo reale’, la politica ne ucciderà la libertà di espressione. Crediamo che nel digitale ci siano i nuovi padroni dell’economia della conoscenza, non più buoni e più liberi dei padroni di prima: e crediamo che il popolo della Rete debba averne coscienza critica. Crediamo che il populismo non si fermerà davanti a Internet. E crediamo che la salvezza possa esserci solo facendo incontrare le parallele, tradendo tutti il proprio orto di appartenenza. Scrivendo insieme il racconto digitale del mondo.



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