L’io narrante

Massimo Russo

Massimo Russo

Vittorio Zambardino

Vittorio Zambardino

Siamo due giornalisti. Da 15 anni ci sporchiamo le mani con il web, prima con internet. E’ importante sporcarsi le mani. Abbiamo attraversato due bolle e realizzato molte creature di rete, anche di qualche successo. Il motivo per cui frequentiamo internet è solo in parte professionale. Ci piace essere “là”, insomma “qua”, usare la rete, conoscere la gente, vivere la conversazione.

La corporazione non ci considera più giornalisti tradizionali, e noi stessi ci sentiamo un po’ strani. Per la rete la nostra professione è sinonimo di dinosauri morenti.

Oggi sentiamo di essere a un passaggio decisivo. Il digitale dissolve industrie ed equilibri, l’establishment “norma” in forme sempre più autoritarie. Conflitto? Forse: ma è possibile un “accordo regressivo” ai danni di tutti.

Parola chiave è libertà: della rete, degli individui, della conoscenza.

Ci vuole un’eresia creatrice. Queste sono le nostre tesi.

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